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RICERCA INVESTITORI E FONDI PER PMI

Stai cercando nuovo fondi per lo sviluppo della tua Start-Up o PMI? In questo articolo troverai il modo di ottenere finanziamenti da investitori istituzionali e le indicazioni per presentare la tua domanda.

Ricerca di Start-Up e PMI 

Siamo alla ricerca di Start-Up o piccole e medie imprese innovative per conto di investitori istituzionali. Come obiettivo principale di questa ricerca attiva, ci impegnamo a trovare imprese emergenti che stiano cercando fonti di finanziamento da operatori economici, società private o enti a contratto pubblico, tra cui troviamo per esempio Business Angel e Venture Capitalist. Per ottenere l’eleggibilità alla domanda di finanziamento, l’impresa dovrà mostrare alcuni requisiti che andremo ad indicare qui di seguito. Come attributo necessario per essere selezionata meritevole di finanziamento, l’attività deve essere registrata per prima cosa come impresa innovativa. In seguito ci prendiamo l’incarico di analizzare e valutare i dati e le caratteristiche dell’azienda, per accedere alla seconda fase, ovvero presentare l’impresa agli enti che provvederanno i finanziamenti. 

Perche fare domanda?

Invitiamo  le giovani imprese a cimentarsi in questo percorso, in quanto riconosciamo l’importanza di ricevere sufficiente supporto per lo sviluppo ed il miglioramento di nuovi business. A seconda delle proprie esigenze, trovare i fornitori giusti è un passaggio chiave per pianificare il primo lancio dell’azienda. Gli investitori esterni, permetto alla compagnia di raccogliere i fondi necessari, per inserirsi o consolidare la propria presenza, all’interno del mercato desiderato. Di quanto di tratta? Normalmente la prima fase di raccolta prevede una media di 500mila euro, con la possibilità di ulteriori round nel futuro, una volta guadagnata la fiducia dell’investitore sul campo. 

Inizialmente, per ottenere il dovuto supporto dagli investitori, è necessario mostrare la solidità dell’azienda, i suoi punti di forza e le performance finanziare ottenute fino ad ora. 

Come studio di finanza d’impresa che si occupa in particolare di piccole realtà aziendali, ci prendiamo l’impegno di fare da intermediario tra la Start-Up o PMI innovativa, e l’investitore che deciderà di finanziare il progetto che reputa meritevole di ricevere un supporto economico. Al fine di aumentare le possibilità di assicurarsi i fondi, è opportuno seguire le linee guida indicate nel seguito dell’articolo. 

A chi si rivolge

Come anticipato, il requisito fondamentale per essere selezionati dagli investitori riguarda la natura della compagnia. Con questo appello ci rivolgiamo a Start-Up of Piccole e Medie Imprese italiane che operano nei campi dell’innovazione, più precisamente, che siano attive in uno dei seguenti campi: 

  • Critical Embedded Software
  • Safety & Security for Electronic Systems
  • Functional Safety
  • Human-Machine Interface
  • A.I
  • Autonomous Systems
  • Servitisation

Inoltre, per partecipare allo screening iniziale, l’imprenditore che opera in uno dei campi d’interesse, dovrà fornire le caratteristiche principali della sua azienda. È necessario fornire un Business Plan in inglese, un elevator pitch anch’esso in inglese, una valutazione  e financial statements secondo il criterio dei discounted cash flows e il know-how interno della compagnia, il tutto, conforme alle specifiche del mostro metodo di lavoro. 

Il Business Plan

Il Business Plan è lo strumento principale che trasforma le idee dell’imprenditore in veri e propri progetti esecutivi. I maggiori utilizzi del BP sono: l’analisi dettagliata del progetto imprenditoriale, come in questo caso, presentare il progetto ad eventuali investitori, attirare nuovi soci, partecipare a bandi di finanza agevolata (Invitalia) e ottenere finanziamenti bancari. In base alle esigenze dell’impresa, il Business Plan può contenere diversi elementi, tra cui: 

  • La descrizione del  progetto, dei soci già esistenti e del prodotto o servizio offerto dall’azienda.
  • Un piano di marketing; il quale deve presentare il prodotto, il suo prezzo, la distribuzione e la pubblicità, che serva ad analizzare i target dell’azienda ed i suoi principali competitors.
  • Il risk management dell’impresa, completato attraverso l’utilizzo della matrice dei rischi per individuare le possibili minacce che possono aggravare sull’attività.  
  • Una sezione dedicata all’area strategica. Quindi una parte che definisca cosa vende l’azienda, a chi vende, in che modo e quali sono i suoi obiettivi principali. L’utilizzo degli strumenti SWOT e Porter’s Five Forces sono raccomandati. 
  • Una sezione per l’area finanziaria, che riporti il conto economico, lo stato patrimoniale e i flussi di cassa  (variazioni nette e cassa a fine anno). 
  • Ed una valutazione aziendale, che andremo ad approfondire in seguito. 

Elevator Pitch 

Il Pitch rappresenta per un impresa, un riassunto esaustivo ed accattivante del  proprio business. In realtà, l’elevator pitch viene prima del business plan, perchè ha come scopo proprio quello di catturare l’attenzione dell’investitore, per far si che in un secondo momento

rivolga il suo interesse al BP e voglia approfondire il progetto. 

È importante che il pitch sia ad alto contenuto visivo, curandone la forma, i colori, l’audio e il video, per ottenere un primo impatto vincente. 

Valutazione aziendale e financial statements 

Secondo il metodo dei Discounted Cash Flows, il più analitico tra i possibili approcci alla valutazione aziendale, otterremo dati più attendibili. Adatto sia alla valutazione di grandi imprese che alle start-up, questo metodo richiede elevate competenze di finanza aziendale. Per questo motivo viene utilizzato nella valutazione delle start-up quando si richiedono investimenti importanti. 

In sintesi,  il criterio dei DCF compie un analisi basata sui rendimenti futuri dell’azienda contati ad un determinato costo del capitale e sommati algebricamente all’investimento iniziale. Il metodo mette in risalto il valore dell’equity, si valuta l’azienda sulla base della sua capacità di genere prospetticamente flussi di cassa attesi e futuri che devono essere attualizzati.

Know-how interno 

Infine, l’imprenditore deve presentare le fonti di know-how interne all’azienda. Fondamentalmente la differenza tra un know-how interno ed esterno è che il primo esiste quando i soci della compagnia possiedono tutte le competenze per sviluppare un progetto, ma mancano di risorse economiche. Al contrario, si tratta di know-how esterno quando tutte o una parte delle competenze necessarie per il progetto, devono essere ricercate esternamente. Dunque l’azienda è tenuta a mostrare la preparazione interna di cui è già in possesso. 

 


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