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Con l’introduzione di Resto al Sud 2.0, Invitalia ha profondamente modificato uno degli incentivi più utilizzati per l’avvio d’impresa nel Mezzogiorno.
La domanda che molti si pongono è semplice: è un miglioramento o un passo indietro?

La risposta, come spesso accade, dipende da chi sei e che tipo di progetto hai in mente.
Ma se guardiamo alla struttura complessiva dello strumento, il giudizio non può che essere critico.


Cos’è Resto al Sud 2.0

Operativo dal 21 agosto 2025, Resto al Sud 2.0 nasce dal DL Coesione e utilizza fondi FESR e FSE+ 2021–2027.
L’obiettivo dichiarato non è più solo incentivare l’imprenditorialità, ma favorire l’occupazione giovanile e l’inclusione sociale.

Questo cambio di impostazione è centrale per capire tutto il resto.


Le agevolazioni previste

Il nuovo bando consente di scegliere tra:

Voucher di avvio fino a 40.000 € (50.000 € per progetti innovativi)
Contributo a fondo perduto sugli investimenti fino a un massimo di 140.000 €
Tutoring obbligatorio del valore nominale di 5.000 €

Le due agevolazioni principali non sono cumulabili.


Chi può accedere (e chi no)

Qui avviene la vera rottura con il passato.

Resto al Sud 2.0 è riservato a:
– giovani 18–34 anni
– non occupati o disoccupati
– beneficiari GOL
– soggetti economicamente fragili

Chi lavora stabilmente, anche se giovane e qualificato, resta escluso.
Non si tratta più di un incentivo generalista all’impresa, ma di uno strumento selettivo di politica del lavoro.


Confronto con il Resto al Sud “classico”

Il bando precedente consentiva di finanziare progetti fino a 200.000 €, combinando fondo perduto e finanziamento agevolato.
Il nuovo modello aumenta la percentuale di fondo perduto, ma riduce la dimensione finanziabile del progetto.

Il risultato è un incentivo che favorisce iniziative più piccole e meno strutturate.


Tempi, rendicontazione e criticità operative

I tempi di spesa e rendicontazione sono stringenti e i pagamenti possono arrivare fino a 80 giorni dopo il saldo.
Un meccanismo poco coerente con una platea che, per definizione, ha difficoltà di liquidità.


Considerazioni finali

Resto al Sud 2.0 semplifica alcuni aspetti, ma peggiora l’impatto complessivo dello strumento.
Riduce la platea, limita l’ambizione dei progetti e scarica il rischio finanziario su chi dovrebbe essere tutelato.

Per un’analisi completa e senza filtri, rimando al video dedicato.

Link al video qui

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