
Introduzione
Il regime de minimis è uno dei temi più fraintesi della finanza agevolata.
Non perché sia complesso, ma perché viene spiegato in modo frammentario.
Il risultato è che imprese e startup perdono contributi e finanziamenti semplicemente perché non sanno come funziona l’Equivalente Sovvenzione Lorda (ESL) o cosa rientra davvero nel de minimis.
In questo articolo lo vediamo in modo chiaro, pratico e con esempi reali.
Cos’è il de minimis
Il de minimis è un regime europeo sugli aiuti di Stato.
L’Unione Europea consente aiuti pubblici “di modica entità” perché non alterano la concorrenza.
Il limite standard è:
👉 300.000 € in tre anni, calcolati in ESL.
Attenzione però:
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non sono tre anni solari
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è una finestra mobile
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conta la data di concessione
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vale l’impresa unica, non la singola società
Cos’è l’ESL – Equivalente Sovvenzione Lorda
L’ESL misura il vantaggio economico reale dell’aiuto.
Nel caso di un mutuo agevolato:
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non conta il capitale
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conta il risparmio sugli interessi, attualizzato
È qui che molti sbagliano i calcoli.
Caso pratico reale
Un’azienda ottiene:
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300.000 € di mutuo a tasso zero (10 anni)
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50.000 € a fondo perduto
Il mutuo, a tasso di mercato del 6%, genera un risparmio di interessi attualizzato di circa 86.000 €.
Totale ESL consumata:
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Fondo perduto: 50.000 €
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Mutuo agevolato: 86.000 €
👉 136.000 €
Plafond residuo: 164.000 €
Bandi ex GBER
I bandi ex GBER non hanno il tetto fisso dei 300.000 €.
Hanno invece:
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limiti per progetto
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intensità di aiuto
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massimali specifici
Anche qui si parla di ESL, ma con logiche diverse.
EIC Accelerator e fondi UE diretti
L’EIC Accelerator:
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è finanziato direttamente dall’UE
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non è un aiuto di Stato nazionale
👉 NON rientra nel de minimis
👉 NON consuma il plafond
Conclusione
Il problema non sono i bandi.
Il problema è sceglierli senza capire come funzionano gli aiuti di Stato.
Capire il de minimis significa:
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evitare errori
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non bloccare future agevolazioni
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fare scelte consapevoli
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