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Come rivalutare i beni d’impresa? Tutte le regole da applicare!

Come rivalutare i beni d’impresa? Tutte le regole da applicare!

Come possiamo rivalutare i beni d’impresa dopo i cambiamenti entrati in vigore con il decreto Agosto? Tutte le regole da applicare le trovi in questo articolo.

Con il decreto di Agosto in materia di rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni di controllo e di collegamento sono stati introdotti dei cambiamenti e delle nuove norme da seguire. L’Organismo Italiano di Contabilità ha redatto il documento n°7 con il quale va ad analizzare ed illustrare gli aspetti legati alla contabilizzazione e agli aspetti fiscali della rivalutazione. Vediamo perciò nel dettaglio cosa è cambiato e cosa prevede il decreto Agosto. 

Quali sono i cambiamenti introdotti dal decreto Agosto?

Con il decreto Agosto ed in particolare con l’art.110 del decreto è stata introdotta la possibilità, per le società, che redigono il bilancio d’esercizio di poter rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni immobilizzate di controllo e collegamento, andando però ad escludere gli immobili legati direttamente all’attività di impresa e destinati ad uso produttivo e gli immobili in leasing che non sono ancora stati riscattati. Questi beni di cui stiamo parlano devono essere parte della società al 31 dicembre 2019. Qualora vi siano aziende o imprese che hanno necessità di includere immobili che non sono presenti nel bilancio dell’esercizio che coincide con l’anno solare è permessa la rivalutazione purché il bilancio del 31 dicembre 2019 sia stato approvato dopo l’entrata in vigore della legge n. 126/2020 e che tali beni d’impresa fossero presenti nell’esercizio precedente. Un altro cambiamento è la possibilità di poter effettuare la rivalutazione di un singolo bene senza dover colpire l’intera categoria in cui è incluso. C’è inoltre da considerare che si possono applicare anche le norme di rivalutazione previste dall’art 6-bis del D.L. n.23/2020 conosciuto come decreto liquidità, queste norme sono specifiche per il settore alberghiero. 

Quali sono le misure per la rivalutazione di un bene?

La rivalutazione di un bene prevede una misura massima che è stata fissata e segue le direttive dell’art. 11 della legge 21 novembre 2020 n. 342 che riportiamo qui di seguito: “ai beni con riguardo alla loro consistenza, alla loro capacità produttiva, all’effettiva possibilità di economica utilizzazione nell’impresa, nonché ai valori correnti e alle quotazioni rilevate in mercati regolamentati italiani o esteri”.

Il limite previsto invece per la rivalutazione è il limite maggiore previsto tenendo conto di due valori: il valore d’uso e il valore di mercato. Saranno gli amministratori e gli enti di controllo a doverlo determinare con correttezza. 

L’ammortamento all’interno del bilancio d’esercizio non considera i valori rivalutati, ma viene eseguito sui valori non rivalutati dal momento che tale operazione avviene successivamente al calcolo dell’ammortamento. Le quote dell’ammortamento andranno perciò ad aumentare solamente dal bilancio d’esercizio successivo a quello in cui la rivalutazione è stata fatta. 

Quali sono i metodi per eseguire questa operazione?

Quando si vuole eseguire una rivalutazione si ha la possibilità di scegliere tra tre metodi differenti. Tutti e tre i metodi sono già noti perché seguono le rivalutazioni precedenti e c’è inoltre da considerare che il valore netto contabile rimane sempre invariato. Vediamo nello specifico le tre metodologie:

  1. Costo storico e la sua rivalutazione, quindi si effettua sul valore lordo e sul suo fondo di ammortamento.
  2. Rivalutazione unica del costo storico quindi unicamente del valore lordo. 
  3. Riduzione del fondo di ammortamento, quindi viene escluso la rivalutazione del fondo di ammortamento. 

Il procedimento prevede una serie di registrazioni contabili che devono essere eseguite, vediamo nelle prossime righe quali sono: 

  1. Per quanto riguarda la rivalutazione del costo storico e del fondo di ammortamento si andrà: 

IMMBOLIZZAZIONE  A DIVERSI, FONDO AMMORTAMENTO, RISERVA RIVALUTAZIONE.

  1. Rivalutazione del costo storico

IMMOBILIZZAZIONE  A  DIVERSI, FONDO AMMORTAMENTO, RISERVA RIVALUTAZIONE

  1. Riduzione del fondo ammortamento 

FONDO AMMORTAMENTO A RISERVA RIVALUTAZIONE

Qualora si optasse per una diversa modalità di rivalutazione bisognerà tener conto che si avrà un diverso importo della franchigia delle manutenzioni ordinarie deducibili, questo è quanto stabilito dall’art. 102, comma 6 TUIR, questo perché applicare il 5% porterebbe ad un risultato maggiore di incremento del cenno storico. Questo eccellente beneficio che è possibile trarre dall’operazione va però confrontato con l’effetto negativo che si potrebbe riscontrare dall’incremento dell’importo nei ricavi minimi per la verifica dello status di società operativa come previsto dall’art. 30 della legge n. 724/1994. 

Quali sono gli effetti fiscali che possiamo trarre dalla rivalutazione?

Per poter usufruire del riconoscimento fiscale della rivalutazione è necessario versa un’imposta sostitutiva che è pari al 3% del valore attribuito. Seguendo le indicazioni che riporta l’art. 9 D. M. n. 162/2001 e l’OIC 25:

IMPOSTA SOSTITUTIVA A DEBITI PER IMPOSTA SOSTITUTIVA

RISERVA RIVALUTAZIONE A IMPOSTA SOSTITUTIVA

Se si verifica questo non dovrà essere rilevata alcuna fiscalità differita dopo la rivalutazione dei beni in quanto i maggiori valori scritti nell’attivo assumono un valore anche a fini fiscali, quindi il valore contabili diventa lo stesso del valore fiscale nel momento in cui viene eseguita una rivalutazione. 

Si può scegliere di affiancare anche il saldo attivo della rivalutazione, sempre per fini fiscali, applicando l’imposta sostitutiva delle imposte dei redditi e dell’IRAP alla misura del 10%. Se non si sceglie questo percorso alla la riserva di rivalutazione sarà soggetta a tassazione. Come previsto, invece, dall’art 47, comma 1, TIUR le riserve in sospensione di imposta e quindi le riserve di rivalutazione non è possibile farle rientrare nel principio di distribuzione prioritaria. 

OIC con un richiamo ai paragrafi 64 e 65 dell’OIC 25 da la possibilità di deroga e di non contabilizzare le imposte differite relative alla riserva di rivalutazione, se non vi sono le possibilità o sono scarse di poterle distribuire tra i vari soci. Per poter eseguire questa distribuzione dobbiamo tener conto anche di altri fattori, vediamo quali:

  • L’andamento storico che presenta il nostro bilancio d’esercizio e in particolare delle altre riserve e della distribuzione dei dividendi. 
  • Come è composto il patrimonio netto rivolgendo un’attenzione particolare alle riserve di entità che sono già scontate dall’imposta.

Quali sono gli effetti della rivalutazione sui bilanci che sono già consolidati ?

Il documento che abbiamo menzionato in capo a questo articolo affronta anche la rivalutazione dei beni di un’impresa che sono presenti all’interno di un bilancio già consolidato e redatto secondo i principi contabili regolari e nazionali. Il documento evidenzia la possibilità di poter usufruire della rivalutazione solo ed esclusivamente se vi sono le condizioni idonee per farlo, in particolare indica di controllare e verificare che vi siano queste due condizioni:

  • I beni che vogliamo rivalutare nel bilancio d’esercizio sono stati già rivalutati all’interno del bilancio consolidato. 
  • Qualora si sia verificata la prima condizione controllare la rivalutazione di una partecipazione di controllo e le modalità su come siano state rivalutate le attività della società all’interno del bilancio consolidato. 

Se entrambe le due condizioni sono verificabili allora la rivalutazione dell’attività nel bilancio è già stata rappresentata nel bilancio consolidato quindi sarà necessario stornarla nel momento in cui si effettua il consolidamento dei bilanci dopo la rivalutazione.

Altre informazioni

L’OIC mette in oltre a conoscenza le imprese che qualora vogliano sfruttare la rivalutazione dovranno indicarlo in una nota integrativa da redigere seguendo le modalità previste dall’art. 5 D.M. n 162/2001. 

In merito all’argomento trattato altre informativi di cui tener conto le troviamo sempre con l’OIC nei seguenti documenti 16-21-24-25 e 28. il documento sarà considerato attivo alla data della sua pubblicazione definitiva. 


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