
Un investor pitch ben fatto non serve a “raccontare la tua startup”.
Serve a far dire all’investitore, dopo 3–5 minuti:
“Ok, apro il business plan.”
Tutto il resto — frasi ad effetto, grafica hollywoodiana, cover da Marvel — è rumore.
In questo articolo trovi le 13 slide essenziali che un pitch deve contenere e come presentarle nel modo più efficace.
1. Cover: logo, payoff, perché esisti
La cover non è un manifesto artistico.
Deve dire in una riga cosa fai, per chi e qual è il beneficio.
Semplice, leggibile, niente slogan vuoti.
2. Problema: chi soffre, di cosa, e quanto costa
Il problema è il punto di partenza.
Chiarisci: chi ha il dolore, qual è il dolore, quanto gli costa oggi.
Se il problema non è reale, il business non esiste.
3. Soluzione: chiara, breve, visiva
Una frase semplice + un mini-schema.
Concentrati sui benefici concreti: tempo risparmiato, costi ridotti, affidabilità.
L’investitore deve capire subito cosa fai.
4. Mercato: TAM, SAM, SOM, con fonti
Non basta dire “mercato miliardario”.
Servono numeri veri:
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TAM: mercato totale.
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SAM: mercato servibile.
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SOM: quota realistica.
E le fonti, sempre.
5. Prodotto: stato attuale e prove
Mostra cosa hai oggi: MVP, prototipo, pilota, clienti.
Porta dati, test, certificazioni.
Niente promesse astratte.
6. Business model: chi paga e come guadagni
Spiega in modo diretto:
chi è il cliente che paga, quanto paga, con quale frequenza, con quali margini.
Fai vedere da dove arriva la cassa.
7. Go-to-market: come entri nel mercato
Niente frasi tipo “ci faremo conoscere”.
Servono canali concreti, partner, cicli di vendita e un percorso realistico:
pilota → contratto quadro → rollout.
8. Competitor: analisi seria, non matrice 2×2
Basta con la matrice che ti mette sempre in alto a destra.
Meglio una tabella con criteri reali: costi, tempi, uptime, assistenza, vincoli.
Se perdi su qualcosa, dillo e spiega come recuperi.
9. Vantaggio competitivo: perché non ti copiano domani
Mostra ciò che ti protegge davvero:
IP, dati proprietari, complessità tecnica, integrazioni, partnership, costi di switching.
E quanto dura questo vantaggio.
10. Metriche e traction: prove che il modello funziona
Metti solo metriche vive:
pipeline qualificata, conversioni, churn, saving certificati, clienti paganti, LOI.
La traction riduce il rischio percepito.
11. Team: chi siete e perché potete farcela
Ruolo → competenza → prova.
Niente romanzi.
L’investitore deve capire chi guida veramente la barca.
12. Financials: numeri chiari, difendibili e coerenti
Mostra i fondamentali:
ricavi, margine lordo, EBITDA, investimenti, burn e cassa (runway).
Coerenza prima di tutto: niente hockey stick miracolosi.
13. Ask & Use of Funds: cosa chiedi e per arrivare dove
Quanto raccogli, con che strumento e per raggiungere quali milestone.
Esempio:
“Chiediamo 1,5M€ per certificazioni, 5 piloti, 8 assunzioni. Runway: 18 mesi.”
Gli errori più comuni nei pitch
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Pareti di testo.
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Grafici illeggibili.
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“Competitor: nessuno”.
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Costi sottostimati, margini irreali.
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Ask vaghi.
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Slide belle ma vuote.
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Refusi, allineamenti casuali.
Il pitch comunica anche la tua professionalità.
La regola d’oro: 3–5 minuti
Il pitch deve poter essere letto in 3–5 minuti.
Una domanda per slide.
Messaggio in alto.
Visual chiaro.
Font leggibile.
L’obiettivo non è raccontare tutto:
è togliere i dubbi principali.
Le backup slides “da guerra”
Ne servono 20–25, pronte per il Q&A:
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unit economics e sensitività,
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roadmap tecnica,
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supply chain,
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analisi regolatoria,
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KPI per coorte,
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comparables e multipli,
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piano assunzioni,
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internazionalizzazione,
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ESG (se rilevante),
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rischi e mitigazione.
Spesso è qui che si decide tutto.
Conclusione
Scrivere un investor pitch sembra facile, ma è una delle attività più delicate.
È un equilibrio tra chiarezza, sintesi, realismo e visione.
Un buon pitch non “vende”.
Costruisce fiducia.
E quella, nei processi di raccolta capitale, vale più di qualunque slide.
Se stai preparando una raccolta o una presentazione per investitori, posso aiutarti a costruire un pitch solido, leggibile e credibile.