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EQUITY CROWDFUNDING

L’equity crowdfunding è una forma di investimento che consente alla “folla” di investitori (crowd) di finanziare startup innovative e piccole e medie imprese (sia innovative sia non) attraverso portali online autorizzati, erogando un contributo finanziario in cambio di quote societarie delle stesse imprese (equity).

L’equity crowdfunding è una modalità di raccolta fondi relativamente nuova: è stata normata in Italia nel 2013. Il nostro Paese è stato il primo in Europa (e sostanzialmente nel mondo, perché negli Usa già esisteva ma con forti limitazioni) a introdurre questo tipo di normativa con una legge e un successivo regolamento.

COME FUNZIONA L’EQUITY CROWDFUNDING

Investire in aziende attraverso l’equity crowdfunding significa puntare su imprese che si ritiene abbiano il potenziale per crescere e imporsi sui mercati. Si investono soldi in cambio di una parte delle quote del loro capitale, il che significa diventarne soci. Se un’impresa in cui si è investito ha successo, le azioni che si possiedono avranno un valore più elevato di quello che si è pagato e se ne può quindi ricavarne un profitto vendendole, oppure si può scegliere di incassare i dividendi. D’altra parte, se l’iniziativa non ha successo – come peraltro succede a molte startup – si rischia di perdere tutto o almeno parte dell’investimento. Bisogna sempre ricordare che è un investimento ad alto rischio.

Nel 2018 l’equity crowdfunding è definitivamente decollato in Italia. Le piattaforme autorizzate da Consob hanno infatti conseguito risultati di raccolta tali da renderle finalmente paragonabili alle loro omologhe degli altri Paesi europei, grazie a un incremento di più di 3 volte rispetto alla raccolta del 2017 e di più del doppio rispetto al numero di campagne chiuse con successo.

EQUITY CROWDFUNDING PER PMI: COME FARE

Dallo scorso gennaio l’equity crowdfunding vede l’importante novità dell’apertura del mercato a tutte le pmi, non solo le startup e le pmi innovative. Inizialmente la norma prevedeva che questa modalità di raccolta fondi fosse destinata esclusivamente alle startup, ma negli anni è emersa la necessità di estenderla in prima istanza alle pmi innovative – categoria di imprese prevista da una normativa del 2015 – e successivamente a tutte le piccole e medie imprese. In Italia le pmi, ovvero le imprese con meno di 250 dipendenti, sono circa 760mila (il 76% del totale delle imprese, pari a 996mila) e crescono del +5,6% in media all’anno (Dati MarketWatch PMI, Banc Ifis Impresa). La platea degli investitori in equity crowdfunding è dunque potenzialmente molto ampia.

LA NORMATIVA ITALIANA

L’Italia è stato il primo paese al mondo a regolamentare la raccolta di capitale a rischio per le startup innovative, estendendo poi la possibilità anche alle pmi non innovative. Possibilità divenuta realtà ed entrata definitivamente in vigore con il DL 50/2017. Il regolamento e il quadro legislativo italiano risalgono al 2013, 25 articoli racchiusi nella “Raccolta di capitali a rischio da parte di imprese e start-up innovative tramite portali online”. Si tratta di un insieme di norme emesse dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob), “figlie” del “Decreto crescita bis”, DL 179/2012.

I NOSTRI SERVIZI PER L’EQUITY CROWDFUNDING

  • Se il prodotto/marchio è sconosciuto, la campagna è preceduto da un’azione di brand awareness
  • Scriviamo il business plan
  • Prepariamo il materiale multimediale
  • Selezioniamo la piattaforma
  • Scriviamo il piano di comunicazione
  • Seguiamo i contatti con investitori “istituzionali” (Angels e Venture in primis) e con investitori privati
  • Organizziamo workshop in sede e webinar
  • Organizziamo eventi sui social per rispondere alle domande degli investitori

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